Antonini: prioritario Ŕ il suo recupero

(Limbiate, 20 marzo 2017) – “E' fondamentale lavorare per un recupero socio-sanitario a vocazione assistenziale di Mombello ed impedire così che l'area sia sempre più oggetto di degrado e danneggiamenti o che diventi appetibile per qualche operazione immobiliare”. Così il Sindaco Antonio Romeo risponde alle polemiche di questi giorni rispetto alla decisione della Regione Lombardia di portare nei padiglioni abbandonati dell'ex Antonini due strutture per malati psichici, per un totale di 40 posti. Il Consiglio regionale intende così superare gli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) e sostituirli con le REMS (strutture residenziali sanitarie), che non vengono presidiate da guardie carcerarie, ma da medici e infermieri specializzati in malattie psichiatriche: qui, i pazienti, ovvero malati psichiatrici che hanno commesso crimini, seguono percorsi terapeutici. “La mia Amministrazione vede con favore ogni progetto di recupero dell'area di Mombello che rientri nell'ambito dell'assistenza socio-sanitaria – continua il primo cittadinoQuindi, ben vengano i progetti della Cittadella della Fragilità, con la realizzazione di una residenza per anziani e di una comunità protetta per disabili, ben venga il riutilizzo dell'ex Cral a fini sportivi, ben venga il polo sociosanitario per le dipendenze e per la disabilità, e ben vengano anche le REMS, che rimangono una struttura di riabilitazione per persone malate. Ritengo che si facciano sempre troppe chiacchiere e che sia invece necessario far seguire alle intenzioni vere e proprie scelte: noi scegliamo di non lasciare l'area abbandonata, perché non vogliamo che sia facile preda di atti vandalici, di occupazioni abusive e di diffuso degrado, come troppo spesso sta accadendo”. Da qualche parte bisogna dunque iniziare ad attivarsi e le REMS non sono un pericolo per nessuno. “Probabilmente chi non vuole il recupero dei padiglioni dell'ex Antonini è perché non vuole il bene di Limbiate – conclude il SindacoForse vogliono avere strutture vuote per ospitare altri profughi piuttosto che i malati. Noi non siamo di quest'idea”.